Cemento grigio

Ideale per la produzione di malte, intonaci e collanti per piastrelle; opere in calcestruzzo armato o non, nel campo dell’edilizia ordinaria quando non vi siano particolari esigenze conseguenti all’aggressività dell’ambiente. 


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Specifiche tecniche

PROPRIETÀ

Solfati (SO3)

Limiti caratteristici di norma: ≤ 3,5

Metodo di prova:  UNI EN 196/2

Cloruri (Cl)

Limiti caratteristici di norma: ≤ 0,1

Metodo di prova: UNI EN 196/2

Tempo di inizio presa (min)

Limiti caratteristici di norma: ≥ 75

Metodo di prova: UNI EN 196/3

Dilatazione (mm)

Limiti caratteristici di norma: ≤ 10

Metodo di prova: UNI EN 196/3


RESISTENZE MECCANICHE A COMPRESSIONE (N/MM2)

2 giorni

Limiti caratteristici di norma: ≥ 10

Metodo di prova: UNI EN 196/1

28 giorni

Limiti caratteristici di norma: Compreso tra 32,5 e 52,5

Metodo di prova: UNI EN 196/1

Descrizione del prodotto

Composizione

Il cemento grigio ùniko contiene una percentuale di klinker Portland compresa tra 65 e 79%, una percentuale di calcare (LL) compresa tra 21 e 35% ed eventuali costituenti secondari in quantità non superiore al 5%. Il calcare LL contiene un tenore di carbonio organico totale (TOC) ≤0,20%. La composizione non tiene conto dell’aggiunta di solfato di calcio in qualità di regolatore del processo di presa. Il cemento grigio ùniko di tipo II/B-LL 32,5 R è in possesso dei certificati di conformità CE rilasciati da ITC. 

Applicazioni

Produzione di malte, intonaci e collanti per piastrelle; opere in calcestruzzo armato o non, nel campo dell’edilizia ordinaria quando non vi siano particolari esigenze conseguenti all’aggressività dell’ambiente; fondazioni o lavori sotterranei in ambiente non aggressivo; opere per le quali siano richieste resistenze caratteristiche generalmente fino a 30 N/mm2; produzione di manufatti prefabbricati a maturazione naturale ed artificiale, pavimentazioni; realizzazione di murature e manufatti; calcestruzzo per getti faccia a vista.

Precauzioni

  • Calcestruzzo per opere in ambienti aggressivi (terreni gessosi e solfatici in generale, acque dilavanti, piogge acide, acque industriali). In questi casi ed in particolare in presenza di una media o elevata aggressività da solfati, si consiglia l’impiego di cementi ad alta (“aars”) resistenza ai solfati.
  • Preparazione di calcestruzzi a temperature inferiori a 5 C°: il capitolato tecnico dell’opera in questi casi dovrà prevedere le prescrizioni necessarie (riduzione dell’acqua di impasto, riscaldamento dei componenti la miscela, aggiunta di additivi acceleranti e/o aeranti etc.).
  • Scasseri precoci. In questi casi occorre adottare particolare cautela nella movimentazione dei prefabbricati e dei manufatti poco dopo lo scassero.

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